febbraio 26, 2007

uff

com'è difficile tenere le persone affiancate le une alle altre come se fossero cocci di un vaso senza l'attack in mezzo.

è faticoso raggranellare tra le forze residue delle cinque del pomeriggio la serenità adatta ad evitare di mandare in culo il maestro del coro che, dopo aver dato forfait, fa l'offeso se non lo si tiene informato delle questioni corali.

è terribile guardarsi intorno e guardarsi dentro, e trovare soltanto pezzi da reincastrare come fossero le tessere di un puzzle (pronuncia: puzzle, come i bambini), cercare di inserirli al posto giusto osservando forme e colori e sperare che qualcuno nella notte non ne sposti nessuno.

è tremendo sentire il proprio mentore, uomo da sempre dinamico ed ottimista, che, guardandoti fisso negli occhi, ti dice sono demotivato, non ci credo più, mentre tu, invece, hai ancora così tanto da fare, da dire, da offrire, se solo te lo lasciassero fare.

uff, sarà l'anemia gravidica, ma, signori, oggi non se ne può proprio più.

ovvero: vado a casa. punto.

2 commenti:

OrsaLè ha detto...

..capitano assai i momenti di sconforto così... Ma tu non caderci eh!! Solo positività alle mamme in attesa!!

Un abbraccione al cioccolato

DeCaDe ha detto...

Già, l'anemia gravidica: hai mangiato i tuoi chiodi arrugginiti, staman