avrei voglia di essere a casa, fare colazione pigramente sul tavolo di sala, vestita del tutone di pile e delle mie calze a righe colorate con le dita, guardando i giochi della pioggia sui vetri e le foglie che diventano gialle e rosse.
avrei voglia di pace, del rumore del silenzio, di un buon libro da leggere tenendo il segno della pagina col dito mentre i pensieri vagano di stella in stella.
avrei voglia di passeggiate nel bosco sotto la pioggerellina novembrina, il cappello di lana e gli stivali di gomma, imbacuccata nella sciarpa pesante.
avrei voglia di sorrisi invece che di umori imbronciati; di musica lieve invece che del silenzio imposto dal malumore altrui; di abbracci fatti di luna anziché della solitudine di questa stanza.
voglia.
voglia di.
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